Visualizzazione post con etichetta slow food. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta slow food. Mostra tutti i post

domenica 8 novembre 2020

Solo Cooking niente finger 2

 Secondo post solo Cooking niente finger

Ad integrazione della ricetta allego video metodo cottura.

Premessa: questo metodo sfrutta i mezzi comuni caserecci per ottenere

                 una cottura efficace che unita ad un impasto valido fa si che

                 si ottenga una pizza buona e digeribile, se teniamo in considerazione

                che i forni a legna sviluppano un calore di circa 420/450 gradi

                 impensabile per forni elettrici casalinghi si fa di necessità virtù

                cuocendo il preparato in 2 fasi diciamo per semplificare prima

                sotto e successivamente sopra, non aggiungo altro per non

                complicare il metodo, nei video potrete cogliere i passaggi 

               ed i particolari della cottura.

https://drive.google.com/file/d/1iCm082UHaBRWMDFgLxWckFpMHw8f17Xb/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/12vu7XrRu7oB6UpY5-xnIdAedinfbLF73/view?usp=sharing

  





sabato 7 novembre 2020

Solo "Cooking" e niente finger

 Primo post solo "Cooking" e niente finger...

la mia cena per far sembrare un sabato sera normale

spesso la mangiavo al sabato prima del live

ma qui non c'è storia.


sabato 26 settembre 2020

Uva fragola di città

 L’uva fragola è una gran bella pianta. Nel senso che è rustica, non richiede cure, né concimi né insetticidi.

Una decina di anni fa, per sfizio, comprai alla Coop una piantina. La misi in un vasone un po’ grosso in terrazzo. Crebbe bene per un paio d’anni, ma poi cominciò a dare segni di sofferenza..il vaso le andava stretto. E così in inverno la trapiantai nel giardinetto che abbiamo interno alla palazzina dove abito. Alla ripresa vegetativa mostrò di gradire la nuova lochescion e cominciò a crescere.

Oggi la vite fa il giro completo della casa (e devo potarla con decisione per tenerla controllata) e a settembre si riempie di grappoli.

I merli del quartiere ne vanno pazzi,  ma quest’anno i frutti erano talmente tanti che abbiamo pensato di raccoglierli.

E così, mia moglie ed io insieme con la nipotina che ha quasi cinque anni, ci siamo improvvisati vendemmiatori.

Che si fa con tutta questa uva? Idea…facciamone marmellata. E così sgranati gli acini. lavati e messi a bollire con lo zucchero, passati in un setaccio per eliminare semi e buccine, abbiamo riempito parecchi vasetti di vetro.

Sarà perché è “la mia vite”, sarà perché l’improvvisata agricola ci è riuscita bene, la marmellata è squisita e mantiene tutto il profumo e il sapore di questo particolare tipo di uva.

P.s.: mi hanno anche detto che la sua vinificazione è vietata perché la fermentazione produce metanolo che è un alcool tossico. Chissà se le foglie si possono fumare...




domenica 7 giugno 2020

L'ora delle ciliege 1 - Muffins

Ciao!!!
E' il tempo delle ciliege!!!


Qui sotto uno dei 3 raccolti che sono riuscita a fare prima che il diluvio universale mi rovinasse le ultime grrrrrrrrrrrr



Al primo round, dopo aver fatto la marmellata, ho voluto improvvisare un dolce e ho cercato una ricetta senza uova perchè non ne avevo in casa.
Ho trovato questa, ma sfortunatamente non possiedo gli stampini per i muffins...
Avevo pero' in casa i pirottini di carta. Allora ho deciso di farli comunque, e li ho chiamati tortini alle ciliege invece che muffins alle ciliege!


Ingredienti: 125 g di farina - 125 ml di acqua - 75 g di zucchero - 15 ml di olio di semi di girasole (non l'avevo, ho usato quello extravergine di oliva) - mezza scorza grattugiata di un limone - 1/2 bustina di vanillina (non l'avevo ho usato l'estratto di vaniglia che mi aveva regalato un amica, prodotto da lei :) - 1/2 bustina di lievito per dolci - 150 g di ciliegie già denocciolate (il peso è a ciliege già pulite).

In un frullatore (io ho messo gli ingredienti in una terrina, quella che vedete nella foto sopra, e ho mescolato col mestolo di legno) mettete l'acqua (dato che stavo preparando la marmellata, ho messo metà acqua e metà succo di ciliege, ma poi li ho rifatti con solo acqua e son venuti bene in tutti e due i casi), l'olio e lo zucchero e mescolate.
Aggiungete la farina, la buccia grattugiata del limone e la vanillina e frullate (io ho mescolato).
Alla fine aggiungete il lievito e mescolate bene.
In uno stampo da muffin mettete dei pirottini per muffin (se non li avete imburrate e infarinate gli stampini).

Suddividete l'impasto negli stampini, devono riempirsi per circa 3/4.
Come vedete dalla foto io non avendo lo stampo per muffin ho appoggiato i pirottini in alcuni stampini per tartelette, in acciaio, che avevo in casa, giusto per non farli collassare...
Sopra adagiate le ciliegie suddividendole equamente negli stampini.
Io sono riuscita a farne 9 con questa quantità di pasta.
Fate cuocere in forno statico per 15-20 min. a 180°.
In realtà, avendo messo diverse ciliege e restando un po' umidi, io ho fatto cuocere per 35 minuti, comunque controllate quando diventano in superficie dorati.



Fate raffreddare poi spolverizzate con zucchero a velo (fatelo quando li servite, altrimenti lo zucchero a velo si scioglie e non si vede più!)



lunedì 23 dicembre 2019

Biscottini augurali :)

Come ogni anno, ecco i miei biscottini, sfornati ieri sera.
La ricetta la trovate qui da qualche parte.
TANTI TANTI AUGURI DALLA MANU :)


lunedì 25 novembre 2019

Ah! le costolette di mamma..

Embe' si sa la mamma...comunque è un piatto che tutti conosceranno. Ho preso cinque-sei costolette di maiale (se sono troppo grasse, si sfiletta via l'eccesso con un coltello). Poi ho fatto un trito di mezza cipolla, uno spicchio di aglio, una carota e un gambo di sedano, qualche fogliolina di basilico quando c'è. Con un filo d'olio si fa rosolare insieme alle costolette il cui grasso sciogliendosi va ad integrare l'unto scarso del soffritto iniziale. Un goccio di vino bianco per sfumare a fuoco vivo.
Quando la carne diventa chiara si aggiunge abbondante salsa di pomodoro, un poco di sale e si chiude la pentola a pressione. Non appena comincia a soffiare, metto la fiamma al minimo e lascio andare per un'ora e mezza abbondante.
Nel frattempo penso a come ravvivare questo blog un po' stanco...

Dato che è uno stracotto, l'osso della costoletta alla fine deve sgusciare via con facilità. Per chi, come mia moglie ed io, fa fatica a mangiare primo e secondo tutto insieme, è un piatto ideale: con il sugo si condisce la pasta (tagliatelle, rigatoni, o quello che volete) e questo è il pranzo con i carboidrati. Per cena si mangiano le costolette riscaldate nel sugo rimasto in pentola. 

 

domenica 19 maggio 2019

Cucina indiana - parte 2

Ciao :) Pensavate di scamparla?
Eh no, vi avevo promesso altre due ricette: una verdura e un dolce.
Questa è la verdura, un piatto fatto coi ceci che ha avuto molto successo nella mia serata :)
Buon appetito! Manu.
.
---Chana Masala---
Tradizionale piatto indiano del Punjab, tra India e Pakistan.
Per 4-6 persone: 500 g di ceci lessati - 500 g di pomodori - 1 grossa cipolla - 2 spicchi d’aglio (io non l'ho messo) - 1 pezzetto di zenzero fresco (come se fosse una mezza testa di aglio) - 3 cucchiaini di curcuma - 1 cucchiaino di garam masala (miscela di spezie indiane) - 1 cucchiaino di coriandolo (non l'ho messo perchè non l'ho trovato al supermercato) - 1 cucchiaino di cumino (non l'ho messo perchè non mi piace) - da ¼ a 1 cucchiaino di peperoncino (a seconda di quanto lo volete piccante) - olio – sale.
Pelate i pomodori e tagliateli a dadini. Pulite la cipolla, (l’aglio se volete) e lo zenzero e fatene una poltiglia col mixer.
Versate e scaldate qualche cucchiaio di olio in una capiente padella e unite la purea di cipolla, (aglio) e zenzero, le varie spezie.


Il Garam Masala è un mix di spezie che puo' essere fatto in modo diverso. Online si trova anche come farlo in casa, io ho utilizzato quello che mi ha dato un amico che è stato in India.
Mescolate e lasciate cuocere alcuni minuti a fuoco medio-dolce.
Aggiungete i pomodori tagliati a dadini e fateli cuocere per circa 15 minuti.


Unite i ceci lessati, salate, mescolate, abbassate la fiamma e lasciate sul fuoco per altri 5 minuti circa.
A cottura ultimata guarnite il piatto con del coriandolo e servite con del riso Basmati o del pane chapati.


sabato 11 maggio 2019

Per una volta... cucina indiana... -parte1-

Ciao ragazzi, giovedì scorso ho cucinato "indiano" e condivido con voi le ricette, con gli adattamenti che ho fatto io perchè non ho avuto tempo di cercare tutte le spezie necessarie. Il risultato pero' è stato buono.
Per fare tutto ciò ho iniziato nel primo pomeriggio e ho finito appena in tempo per la cena, regolatevi...

MURG ADRAKI – POLLO ALLO ZENZERO
Ingredienti:
1 grossa cipolla, 2 pomodori medi, 1/2 tazza di acqua, sale quanto basta,
5/6 cm di Zenzero tagliato alla julienne (a bastoncini sottili)
3-4 cucchiai di olio di girasole --> io ho usato quello extravergine di oliva che avevo in casa.
Coriandolo fresco tritato per guarnire --> non l'ho trovato.
1 kg pollo a pezzi --> 1,6 kg è bastato per 8 persone
4 cucchiai di Yogurt fresco
2 cucchiai di Coriandolo in polvere --> non l'ho messo
2 cucchiai di Cumino in polvere --> non mi piace, non l'ho messo
2 cucchiaini di Curcuma
1 cucchiaino di Peperoncino in polvere
--> Poi ci vuole anche il GARAM MASALA che si puo' fare in casa, ma io ho utilizzato un MASALA che mi ha dato un amico che è stato in India (il masala è un mix di spezie).
- - -
Per farlo in casa (non ho mai provato): 1 Stecca di Cannella, 5 Chiodi di Garofano, 4 Semi di Cardamomo, 8 Grani di Pepe nero, 1 foglia di Alloro, 1 Anice Stellato.
Scaldate una padella a fuoco medio e delicatamente arrostite le spezie intere fino a sentirne uscire l’aroma. Mescolate di continuo per evitare di bruciarle. Al termine, toglietele dal fuoco e lasciatele raffreddare. Macinatele finemente e mescolatele alle altre spezie in polvere indicate negli ingredienti.
- - -
Io ho usato il MASALA già pronto e ho aggiunto la curcuma, il peperoncino e 2 anici stellati (che dopo la marinatura ho tolto).
- - -
Mettete lo yogurt in una ciotola, aggiungete il mix di spezie sopra descritto, aggiungete il pollo, mescolate, coprite e fate riposare per 30 minuti.
- - -
Nel frattempo tritate la cipolla finemente e i pomodori a pezzetti. Scaldate l’olio in una padella profonda a fuoco medio, aggiungete le cipolle e cuocetele fino a farle appassire e poi dorare. Aggiungete i pomodori e fateli cuocere, aggiungete il pollo e la marinata e soffriggete per 10 minuti fino a quando il pollo è rosolato su tutti i lati.
Aggiungete l’acqua, mescolate e coprite, lasciate cuocere a fuoco lento fino a quando il pollo è quasi fatto.
Togliete il coperchio, aggiungete lo zenzero (tenetene un po' da parte per guarnire), mescolate e portate a  fiamma media. Cuocete controllando e mescolando ogni 2-3 minuti fino a che la maggior parte del liquido sarà evaporato. Spegnete il fuoco, guarnire con lo zenzero rimasto e coriandolo tritato.
L'ho servito col riso basmati cotto in forno per preservarne il profumo: mettete in una pirofila da forno il riso necessario, fate bollire acqua salata (la proporzione è 1 a 2,5, cioè 100 gr di riso e 250 gr di acqua), versatela bollente nella pirofila, stendete bene il riso, coprite con carta di alluminio e mettete in forno già caldo a 180 gradi per 25-30 min.
Le altre due ricette a seguire.Ciao!

Il pollo allo zenzero col riso basmati e il Chana Masala di ceci. 


lunedì 4 febbraio 2019

Giornata della memoria e cucina ebraica

Ciao,
il 31 gennaio ho organizzato a casa uno dei miei soliti "reading" ovvero una delle mie seratine tra amici dedicate a letture e chiacchiere.
Il tema è stato affrontato con qualche lettura "leggera" e di speranza, ma la cosa carina è stata che PRIMA abbiamo cucinato insieme e DOPO ci siamo mangiati le cose cucinate, nella fattispecie tre dolci ebraici (che non avevo mai cucinato).
Tutto è venuto molto buono per cui ve li propongo



JODEKAGER (letteralmente, torte degli ebrei). Sono biscotti speziati creati dagli ebrei in Danimarca, che sono diventati un classico di "Natale".
INGREDIENTI: 150 g di burro - 250 g di farina 00 - 100 g di zucchero - 1 uovo per l'impasto e uno per decorare - 50 g di mandorle, tritate al coltello - 3 cucchiai di zucchero - 2 cucchiaini di cannella.
Attenzione: la pasta va lasciata riposare 30 minuti, quindi partite in anticipo con la preparazione.
ESECUZIONE: impastate con le dita in una terrina la farina e il burro e cercate di ottenere un impasto sabbioso. Aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Unite all'impasto un uovo (prima sbattetelo con la forchetta) e lavorate il tutto per ottenere una pasta uniforme. Coprite l'impasto con della pellicola da cucina e fatelo raffreddare in frigo per circa 30 minuti. Poi formate i biscotti, potete fare in due modi:
- fate delle palline e schiacciatele,
- stendete l'impasto col mattarello e poi usate gli stampini
lo spessore ideale è 3-4 mm. Trasferite i biscotti su una teglia ricoperta di carta da forno; spennellate ogni biscotto usando il secondo uovo tenuto da parte, leggermente sbattuto, poi spolverate tutti i biscotti con zucchero, cannella e mandorle tritate (mescolateli prima in una ciotola). Cuocete i biscotti nel forno già caldo a 200 per 6-8 minuti. 


TORTA EBRAICA DI ARANCE E MANDORLE , è un dolce tipico per la Pasqua ebraica.
INGREDIENTI: 250 g di farina di mandorle, 200 g di zucchero, 2 grosse arance per l'impasto + 1 per decorare , 4 uova, 2 cucchiai di confettura di albicocche + 1 cucchiaio di liquore all'arancia, per decorare. ESECUZIONE: Lavate le arance e mettetele CON LA BUCCIA in una pentola fino a ricoprirle di acqua fredda, portate a ebollizione e bollite per circa 40 minuti, poi scolatele e fatele raffreddare. Tagliatele a pezzi e poi frullatele (con la buccia). Io l'ho fatto col minipimer.
Nel frattempo preriscaldate il forno a 180° e rivestite con carta forno uno stampo a cerniera di 18/20 cm. In una terrina mescolare la farina di mandorle con metà dello zucchero, aggiungete le arance e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo. Separate i tuorli dagli albumi: frullate i primi con lo zucchero rimasto nella crema di arance, montate a neve ben ferma gli albumi. Incorporate gli albumi nell'impasto di arance e mandorle, con l'aiuto di un cucchiaio di legno, con movimenti dal basso verso l'alto, poi versate la crema nella teglia. Cuocete la torta nel forno già caldo per circa 45 minuti, poi lasciatela riposare per 10 minuti nel forno spento e, infine, trasferitela su una gratella per farla raffreddare. Spennellate la torta con un composto a base di confettura di albicocche e liquore all'arancia scaldati su fiamma bassa, decorate il dolce con alcune fette di arancia lasciate caramellare in poco zucchero di canna, oppure con una spolverata di zucchero a velo e qualche scaglietta di mandorle. 
In questo modo la torta è venuta benissimo ma aveva un retrogusto amarognolo che puo' non piacere.
In questo caso tenete le arance a bagno per 2-3 giorni dopo averne punto fittamente la superficie in più punti e senza andare troppo in profondità per non intaccarne la polpa con uno stuzzicadenti, ricordandovi di cambiare l'acqua 2-3 volte al giorno e di tenerle coperte durante il trattamento; poi potete procedere come da ricetta (questa tecnica pero' non l'ho ancora sperimentata).



I RUGELACH sono un dolce tipico della cultura Ebraica. Sembrano dei piccoli croissant ma la loro origine è molto più antica.
ATTENZIONE: la pasta deve essere fatta il giorno prima.
INGREDIENTI: 100 g di burro morbido - 100 g di formaggio spalmabile/cremoso tipo Philadelphia - 110 g di farina, metà 00 e metà manitoba - 1 cucchiaino di zucchero bianco - 1 pizzico di sale. 
Per il ripieno: 40 g di nocciole tritate e tostate - 20 g zucchero di canna - 1 cucchiaio abbondante di cacao amaro in polvere - 10 g di burro fuso per il ripieno. 1 uovo per decorare 
IL GIORNO PRIMA: lavorate in una ciotola capiente il burro a temperatura ambiente e il formaggio, poi aggiungete lo zucchero bianco, il sale e mescolate, unite poi la farina e impastate a mano fino ad ottenere un composto uniforme che non si attacca alle dita. Avvolgete l'impasto nella pellicola per alimenti e fatelo riposare in frigo una notte.
IL GIORNO SEGUENTE: preparate il ripieno: tritate finemente le nocciole insieme allo zucchero di canna, quindi trasferitele in una ciotola insieme al cacao in polvere e alla cannella e mescolate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Tirate fuori dal frigo l'impasto e stendetelo rapidamente col mattarello su un piano in silicone o su un tavolo ben cosparso di farina; tagliate quindi l'impasto così steso a forma di cerchio e dividetelo in spicchi. Spennellate ogni spicchio con un po' di burro fuso e spalmatevi il ripieno, senza eccedere. Arrotolate ogni spicchio di impasto come una brioche, partendo dalla base e procedendo verso la punta del triangolo. Disponete i rugelach su di una teglia rivestita di carta da forno e spennellateli con un uovo sbattuto, quindi fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 25 minuti. 





Buon divertimento!
Manu :)




domenica 23 dicembre 2018

Paese a sei corde, biscotti e Natale


Ciao :)
Alla riunione del Paese a Sei Corde ho portato i vostri consigli e vi dico che Jim Hurst e Jacques Stotzem sono già stati a suonare per la rassegna :)


https://www.youtube.com/watch?v=S-JlDcJ7dys

https://www.youtube.com/watch?v=I7PF_6sLND8

Mentre per Laurence Juber e Chris Thile vi saprò dire :)

Oggi ho fatto i pepparkakor ma siccome vi ho già postato la ricetta, vi metterò solo la foto 


Pepparkakor prodotti All'Ombra del Ciliegio - Manuela.

E così vi faccio anche tanti auguri di Buone Feste! 

A presto :)

martedì 27 novembre 2018

Un saluto

Ciao Fingercookers!
A Roma per una toccata e fuga per conto del mio Sindaco, ho avuto il piacere di incontrare Stefano.
O meglio dire, lui si è offerto di sopportarmi per qualche ora, preparandomi anche un paio di specilità culinarie, di quelle che hanno inventato i Romani: amatriciana e saltimbocca :)
Che dire: serata piacevole e cibo ancor di più. Ringrazio pubblicamente Stefano ed Elisabetta per l'ospitalità!!!!

Ps: domenica ho la riunione per la nuova stagione del Paese a Sei Corde!

Buona serata a tutti e spero di vedervi presto!
Manu.

sabato 17 marzo 2018

Tempo di minestre...

Ciao :)
Oggi cercavo una ricetta di una insalata di farro perchè la vorrei fare domenica prossima (il 25): tutto lo staff del Paese a Sei Corde sarà a pranzo da me per organizzare la nuova stagione, il cartellone ormai è già definito.
...ma non la trovo più...
:(

Ho ritrovato questa che ho fatto più volte, è veramente buona, però non ho foto da mostravi, dovete andare sulla fiducia.

Minestra di farro.
---------------------
Ingredienti per 4-6 persone:
250 gr di farro (io prendo quello che non ha bisogno di ammollo), 1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 patata, maggiorana, 200 gr. di polpa di pomodoro, 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 litro e mezzo di brodo vegetale, crostini di pane.
.
Preparate il classico trito con la carota, la cipolla, il sedano e la maggiorana.
Fate rosolare bene in un po' di olio.
Unite la polpa di pomodoro e fate cuocere per 5 minuti.
Aggiungete il brodo vegetale (tenetene da parte un pochino da aggiungere se la minestra diventa troppo densa), la patata a dadini, il farro e proseguite la cottura a fiamma bassa e pentola scoperta per circa 40 minuti.
Aggiustate di sale e controllate che la minestra resti della giusta densità, se serve allungate con un po' di brodo.
Quando è pronta servitela nei piatti e su ogni piatto spolverizzate un po' di prezzemolo, mettete un filo di olio crudo e guarnite con qualche crostino di pane.

Buon appetito :)

mercoledì 7 marzo 2018

Torta salata

Ecco la mia torta salata.
Dato che faccio tutto ad occhio posso dare solo poche quantità certe:
Ingredienti:
N°1 Rotolo pasta sfoglia marca a scelta.
N°2 Vaschette ricotta marca a scelta,
N°1,5 o 2 Vaschette pancetta affumicata a cubetti marca a scelta.
Patate q.b.
Cipolle q.b.
Formaggio grana (opzionale)
Formaggio emmethal (opzionale)
Un paio di uova.
Noce moscata
Sale
Pepe
Procedimento:
Tagliare a fettine le patate e le cipolle e cuocerle in padelle separate con un po' di olio e/o burro coprendo. (nelle patate magari un po' di rosmarino non guasta)
In un'altra padella friggete la pancetta affumicata.
Grattuggiare eventuale Grana e/o Emmenthal.
Mischiare tutto assieme alla ricotta in una ciotola patate, cipolle, pancetta affumicata, formaggi extra.
una grattuggiata di noce moscata, assaggiare eventualmente aggiustare di sale e pepe e poi rompere un paio di di uova e mescolare ancora tutto.
Stendere la pasta sfoglia dentro alla teglia con la sua carta forno fornita assieme.
Vuotare il ripieno e stenderlo accuratamente e cuocere in forno per 30/40 min. a 200°.

ATTENZIONE!
La ricetta non contiene tracce di verdura. 
La ricetta potrebbe contenere tracce evidenti di maiale.
La ricetta non è dietetica e non è vegana quindi ne sconsigliamo l'ingestione a tali individui.

sabato 3 marzo 2018

Frico



Seguo l'esortazione di Beppe e rimpinguo la parte cooking con la ricetta del frico friulano , piatto grasso e calorico , semplice ma buono come pochi . Sicuramente era il pasto dei boscaioli della carnia , oggi una delle pietanze friulane più note . Mia moglie ha origini di quei luoghi , e già in qualche occasione tipo natale qualche sua cugina mi fece assaggiare il frico che mi entusiasmò subito trattandosi di due ingredienti che già adoro : formaggio e patate . Poi questa estate abbiamo fatto un giretto visita parenti in Friuli ed ho potuto gustarlo fatto a regola d'arte , e rubare al meglio la ricetta che vi propongo .
Per 4 persone :
400 gr. di patate
400 gr di formaggio asiago ( possibilmente nelle varie stagionature , da stravecchio a fresco passando per le vie di mezzo )
una cipolla
olio e sale
Per le patate la ricetta classica prevede di tagliarle a pezzetti o grattugiarle da crude in una padella antiaderente (oppure quelle di ferro sarebbero ottime ) con un filo d'olio e aggiungere pochissima acqua fino alla cottura . Ma anche i Friulani oramai si concedono di lessarle prima e schiacciarle poi con la forchetta . In questo caso , mettete un filo d'olio o un po di burro nella padella con la cipolla tagliata finemente , fatela appassire e poi aggiungete le patate e un po' di sale . Dopo poco aggiungete il formaggio , amalgamando il tutto fino a che patate e formaggio sciolto non si uniscano per bene . Aspettate che sotto si formi una bella crosticina , quindi girate come fosse una frittata . Fatta la crosticina anche da quel lato , servite subito ben caldo con accanto polenta fresca o arrostita . Un bel Refosco dal peduncolo rosso accompagna benissimo . Buon appetito .
Ah , poi almeno un paio d'ore di jogging in salita o fuori a spalare la neve anche dai vialetti dei vicini per smaltire...

mercoledì 28 febbraio 2018

Patate, uova e speck


E' un piatto ipercalorico del Trentino,  adatto a questo periodo per aiutare l'organismo a combattere il  clima gelido. Lo chiamano anche "le uova dello sciatore"

La ricetta: si fanno bollire in acqua salata delle patate con la buccia, a fuoco basso in modo che la buccia non si spacchi e il tubero rimanga più consistente. Una volta raffreddate, si sbucciano e si tagliano a fette spesse che vanno fatte rosolare in padella con olio extravergine, insaporendole con erba cipollina. Quindi si cuociono delle uova all'occhio di bue con il burro (meglio salare poco o non salare del tutto), mentre in un altra padella si fanno rosolare delle fette di speck.
Si impiatta con un letto di patate rosolate, su cui si dispongono le uova ricoperte da un "lenzuolo" di speck abbrustolito.


Quando ho sentito la ricetta alla radio ho pensato: "Quanto lavoro per fare due uova al paletto!"
Avendo a portata di mano gli ingredienti giusti, ho provato a farlo ed effettivamente è un piatto delizioso: gustoso e delicato allo stesso tempo. Unica modifica che ho apportato: un rametto di rosmarino fresco nell'olio per rosolare le patate, al posto dell'erba cipollina che non avevo a disposizione.
Buon appetito!


domenica 31 dicembre 2017

E' tradizione: lenticchie!

Ciao, non è un piatto originale ma appartiene alla nostra tradizione.
Oggi vi scrivo come cucino io le lenticchie da accompagnare al cotechino, sperando che ci portino tanta fortuna :)

Per 6 persone.
Io prendo le lenticchie mignon, scegliendo quelle da non lasciare in ammollo ma solo da risciacquare.
Prima preparate 2,5 litri di brodo (salatelo). Intanto che cuoce preparate il soffritto classico: in una pentola capace mettete olio abbondante, trito di cipolla, sedano e carota e fate soffriggere per qualche minuto. Io lascio qualche carota tagliata a rondella.
Aggiungete pancetta dolce tagliata a cubetti (100-150 gr) e fate rosolare altri 4 minuti, poi aggiungete una lattina di polpa Mutti e cuocete altri 5 minuti.
Aggiungete quindi 500 gr. di lenticchie e due terzi del brodo. Cuocete a seconda del tempo di cottura delle lenticchie che avete acquistato.
Io non metto subito tutto il brodo perchè mi regolo durante la cottura onde evitare che rimangano troppo acquose. In genere risulta che in totale ne aggiungo circa 2 litri e siccome la maggior parte delle volte le preparo in anticipo, il resto del brodo lo uso quando devo riscaldarle, per farle rinvenire e non farle attaccare alla pentola.
Buon appetito ma soprattutto BUON ANNO, che sia di pace e felicità per tutti noi :*




domenica 3 dicembre 2017

Cin cin!


Per cena mia figlia mi ha chiesto di prepararle un po' di pesce. Mi è scattato il momento creativo, sono andato a fare la spesa e mi sono inventato un piatto di gamberoni saltati in padella accompagnati da una crema di piselli allo scalogno con rondelle di porri. Buoni! Ma non è di questo che voglio parlarvi. Al supermercato, nella corsia dei vini, mi ha strizzato l'occhio una bottiglia di blanc de blancs. E' lo spumante che aveva accompagnato quella cena luculliana a Parma organizzata dal Vince. Era così contento di averci organizzato una serata coi fiocchi, e con quel vino che gli piaceva tanto! L'ho acchiappato subito. Ci stava davvero bene coi gamberoni. Fresco, fruttato, leggermente acidulo, con un nota di malinconia.

venerdì 10 novembre 2017

A pranzo dal Vescovo

In pieno centro a Modena, proprio di fronte al duomo romanico risalente all'anno mille, c'è lo storico palazzo dell'arcidiocesi. Ovvero c'è l'ingresso principale da dove il vescovo usciva in pompa magna per salire i marmorei gradini della antica chiesa (casa e bottega insomma).
Questa la facciata: esattamente dalla parte opposta, dietro al signorile palazzo, in una stradina stretta e scura, c'è quella che in tempi antichi era "la mensa dei  poveri".
Si sa, i preti hanno sempre mangiato bene, e quello che avanzava veniva santamente distribuito al popolo affamato. Questo in origine. Oggi negli stessi ambienti c'è un moderno self-service che prepara almeno 300 pasti al giorno. Su consiglio di un conoscente siamo andati a pranzo lì, spinti dalla curiosità e dalle lodi di questa persona (che povera non è, anzi piuttosto benestante ma, vivendo da sola e abitando i centro, va a mangiare "alla mensa dei poveri" da trent'anni almeno).
E così siamo andati.
Entriamo, ambiente lindo e ristrutturato da poco. Una sala attigua ha mantenuto le antiche volte ad arco. Presenza di studenti, operai, perfino poliziotti ma anche alcuni indigenti che non fanno la fila fuori dal refettorio per gli avanzi come un tempo ma, semplicemente, arrivati alla cassa mostrano le loro generalità alla cassiera, che con discrezione, consulta una lista.
La scelta dei piatti è notevole, come quella dei contorni, dei dolci e della frutta. Serviti da personale con il cappello da cuoco sulla testa, mia moglie ha preso delle lasagne dall'aspetto molto, molto invitante. Io ho preso un secondo ed essendo venerdì ho puntato spericolatamente al baccalà pastellato e fritto.
Dio sia lodato..mai scelta fu migliore di questa. Il baccalà era croccante, profumato e per nulla unto (segno che era stato velocemente fritto in olio fresco e abbondante). Insomma un cibo da autentici reverendi. E il prezzo? Il prezzo è da "poveri", ma poveri poveri veramente...Ci ritorneremo.

La foto riproduce il murale su una parete del refettorio, così che i commensali ristorino lo spirito e il corpo tra queste antiche mura.



domenica 15 ottobre 2017

Oggi tagliatelle col sugo di involtini

Il condimento principe delle tagliatelle sarebbe il ragù "alla bolognese" (e mia moglie devo dire che lo fa buonissimo). Ma così, tanto per cambiare, ho fatto gli involtini di manzo (che costituiscono un secondo) con il cui sugo si condisce il primo di pasta.
Immagino che quelli che vivono a sud, conoscano bene la ricetta che è di origine pugliese.
Ho preso delle fettine di manzo (10 considerando due involtini a testa), passate al batticarne, dopo di che ho messo prezzemolo, aglio, formaggio grana e pecorino a pezzettini, un pizzico di sale, un cincinin di pepe, una fogliolina di salvia. Ho arrotolato ogni fettina su sè stessa e l'ho fermata con uno stuzzicadenti.
Le ho poi messe a rosolare in una pentola a pressione con cipolla e uno spruzzo di vino. Una volta rosolate ho aggiunto abbondante salsa di pomodoro. Chiuso il coperchio, sono rimaste a fuoco molto basso per un'ora e mezza buona.

Così li faceva mia madre che era di Brindisi e sono andato a memoria per rifarli. E' andata bene e mia figlia se li porta domani anche al lavoro per mangiarli durante la pausa pranzo.


domenica 13 agosto 2017

Pre-raduno fingercooking 2017

Il giorno precedente al raduno di Orta, ho avuto il piacere di ospitare Andrea e Stefano a casa mia, visto che il loro treno passava da Torino e avevamo deciso di proseguire assieme in macchina fino al lago d'Orta.   
La giornata è cominciata con un giretto a piedi per il centro di Torino (sotto un sole cocente), quindi un salto alla basilica di Superga, con doverosa sosta alla stele della tragedia del Grande Torino. Infine, cotti da temperature sempre più proibitive, siamo arrivati a casa mia dove abbiamo fatto un braciolata a cui si è aggiunto Gianfranco. 
Ovviamente siamo passati agli strumenti: Stefano ha ghermito l'Ovation di  Gianfranco, Andrea si è abbarbicato alla mia Recording King RP1, io agli attrezzi per la griglia e a Gianfranco non è rimasto altro da fare che registrare qualche pezzo col cellulare. Le immagini sono molto scure per il buio incombente e l'audio non proprio perfetto, ma ho cercato in qualche modo di migliorare i video e  ne ho ricavato un collage con qualche foto scattata da me:


Come potete notare alla fine della serata sono riuscito a strappare la mia RK ad Andrea, solo grazie alla minaccia di "grigliare" sulla carbonella anche il suo prezioso mandolino ...