martedì 4 luglio 2017

Un saluto al più cinico dei giullari

Non era un musicista , ha raggiunto il traguardo considerevole degli 84 anni ( nonostante gli acciacchi di cui soffriva da anni ) e i suoi film sono spesso annoverati ( a torto ) al cinema di serie B ,però un pensiero lo lascio volentieri , in maniera leggera e giocosa così come lui avrebbe preferito. E cosa di meglio di quel Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers ?
Musica dell'amico di sempre Fabrizio De andrè , testo suo . Qui racconta la nascita ( copio e incollo )
« ...la scelta dell'ambientazione medioevale fu tutta farina del mio sacco; Fabrizio ci mise solo la musica. Cioè avvenne il contrario, lui aveva già la musica ed io ci misi le parole. Fu così: era una giornata di pioggia del novembre del 1962 e io e Fabrizio, a Genova a casa mia in via Bovio, eravamo tutti e due in attesa del parto delle nostre signore, che poi partorirono lo stesso giorno, infatti Cristiano e il mio Pierfrancesco sono "gemelli". Ebbene, forse per distrarci o per passare il tempo, Fabrizio con la chitarra mi fece ascoltare una melodia, una specie di inno da corno inglese e io, che sono di una cultura immensa, cioè in realtà sono maniaco di storia, ho pensato subito di scrivere le parole ispirandomi a Carlo Martello re dei Franchi che torna dalla battaglia di Poitiers, un episodio dell'ottavo secolo d.C., tra i più importanti della storia europea visto che quella battaglia servì a fermare l'avanzata, fino ad allora inarrestabile, dell'Islam. Erano arrivati fino a Parigi, senza Carlo Martello sarebbe stata diversa la storia dell'Europa. Comunque mi piaceva quella vicenda e la volli raccontare, ovviamente parodiandola. In una settimana scrissi le parole di questa presa in giro del povero Carlo Martello.
La canzone passò abbastanza inosservata, Fabrizio ancora non aveva inciso "La canzone di Marinella" e non era quindi famoso, tanto meno io. Qualcuno però notò questa strana filastrocca che sbeffeggiava il potente Re dei Franchi: fu un pretore, mi pare di Catania, che ci querelò perché la considerava immorale soprattutto per quel verso: «È mai possibile, o porco di un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi p...». E pensare che noi eravamo già stati censurati e avevamo dovuto trasformare il verso finale che in originale suonava: «frustando il cavallo come un mulo, quella gran faccia da c...» con: «frustando il cavallo come un ciuco, tra il glicine e il sambuco». Ma, a parte questo pretore, nessuno notò la nostra canzone che fu riscoperta quando Fabrizio divenne famoso dopo Marinella. »



18 commenti:

  1. Tra tutti i saluti, quello di Anna Mazzamauro, alias Signorina Silvani, è il più dolce e poetico e mi ha colpito. Segno di una grande sensibilità di questa donna che io ho sempre visto in maniera un po' riduttiva solo nei film di Fantozzi e che forse sta a testimoniare la bravura di un'attrice sottovalutata (da me sicuramente).
    Il ritorno di Carlo Martello è una favola scritta da chi sapeva inventarsi le storie e raccontarle sulla musica.
    Peccato, peccato... Tutto passa e il mondo piano piano diventa sempre un po' più vuoto o, forse, questa è solo la sensazione di un vecchio.

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    1. Vecchi o giovani , che tutto passi è una verità incontrovertibile . Certo , a noi sembra più vuoto ma rientra nella normalità dei punti di vista. Un ragazzo ha davanti a se tutta quella vita da immaginarsi , che noi invece guardiamo con un po' di nostalgia . L'importante è viverla sta vita , e non lasciarla passare . Mi sembra che qui siamo un bel gruppo di dinosauri che non s'arrendono facilmente , che ancora si emozionano e che amano farsi sorprendere. E' sempre più difficile , ma guai a non tentare :-))))))

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    2. Sarà un vizio tipico dei dinosauri, ma ho l'impressione che stiano andandosene dei gigantI, mentre all'orizzonte vedo solo nani...

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    3. Sembra anche a me , ma spero vivamente di sbagliarmi...

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    4. bisogna veder se è vero quel si dice intorno ai nani...(cit.)

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Paolo gran personaggio, amato, odiato, incompreso e spesso rinnegato da chi prova vergogna riconoscendosi nelle sue narrazioni.
    Un saluto con grande simpatia al sarcasmo e al suo genio innegabile.

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    1. Fracchia e Fantozzi , due italiani medi come ce ne sono tanti . E molti non sanno di esserlo o quantomeno lo nascondono.. io credo invece che in certe occasioni in molti ci siamo sentiti così , basta saperne ridere e farne tesoro per evolversi. Ciao Lamb

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  4. Questo brano mi riporta ad antiche schitarrate in spiaggia davanti a un falò, e mi vien da sorridere pensando al momento in cui arrivava il fatidico «È mai possibile, o porco di un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi p...» frangente in cui il coro aumentava di voci e volume quasi fosse un momento liberatorio collettivo..
    Paolo Villaggio è stato un uomo di cultura, ironico e coerente, che non ha mai rinnegato i personaggi che ha interpretato.. fino all'ultimo respiro..

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    1. Il professor Kranz fu un personaggio di rottura per la TV dell'epoca : qualcuno che maltrattava il pubblico non si era ancora mai visto . Un grande

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  5. Cosa aggiungere? Un Uomo che conosceva le piccole miserie quotidiane degli uomini, fino a farle diventare un personaggio che negli anni ci ha fatto ridere, a volta inconsapevolmente, di noi stessi...
    P.S.
    su Youtube Gianpiero Ferrini, il nostro Coverista di fiducia, ha postato un tributo a Paolo Villaggio, suonando la sigla di Fantozzi, e fatta da lui ha assunto una valenza diversa...

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  6. Un grande attore, ma uno scrittore ancora più grande. Come ogni genio, coltivava un male oscuro (come il suo fraterno amico Gassman) che però lo rendeva ancora più grande. Ricordo che fu premiato in Russia come uno dei massimi scrittori italiani. Come Gadda, Fellini, De Sica, ha creato un linguaggio e uno stile preziosi, indimenticabili come lui.

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    1. Da adolescente adorai "come farsi una cultura mostruosa " , una comicità diversa e intelligente . I "matusa " non la capivano , noi facemmo nostre le sue definizioni , anzi rilanciammo inventando iperboli a ripetizione. Fino a parlare solo con termini assurdi ma che mettevano in moto il cervello per trovare la giusta interpretazione . A volte talmente assurdi che ci dimenticavamo da dove eravamo partiti . Un vero genio !!!!
      Ricordo un ntervista dove parlava di un certo Bianchi , praticamente il vero Fantozzi conosciuto al lavoro. Erano in un sottoscala e poco si conoscevano . Un giorno gli porse la mano per presentarsi , e Bianchi la prese e si alzò di scatto " perchè l'ha fatto ? " chiese Villaggio . E lui " pensavo volesse ballare ! "
      Che aggiungere ? :DDDDDDDD

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  7. Diceva cattiverie inaudite con la semplicità con cui si parla del tempo. "Fabrizio era un grande artista, ma quanto puzzava!". Non risparmiava nemmeno se stesso. In tempi in cui l'omosessualità era tabù si divertiva a raccontare che doveva avere tendenze omosessuali perchè fin da bambino faceva la pipì seduto. Meraviglioso quando si imbarcava in una discussione seria e all'improvviso sbagliava un verbo apposta, e poi si inoltrava in correzioni peggio dell'errore. La maggiorparte del pubblico rimaneva basita di fronte a una narrazione priva di vergogna, completamente libera, che tirava cazzotti allo stomaco dei perbenisti e degli ipocriti. Si è preso le sue soddisfazioni e ci ha regalato cose personalissime, completamente nuove. C'è davvero da ringraziarlo!

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