domenica 18 maggio 2014

the Blue Cover molto live



Come promesso, posto qualcosa dall'ultimo concerto dei Blue Cover. Speravo di potervi offrire un video, ma c'è stato qualche problemino. E te pareva! Diciamo che quella del concerto non è stata la settimana della tecnologia friendly. Tanto per cominciare il computer della sala prove si è fumato una mia chiavetta USB che ora non è più leggibile in alcun modo. E va bè. Poi al concerto contavo di documentare qualcosa in video con lo zoomQ3 che fa quel che può, ma meglio di niente. Solo che stavolta ha scelto niente. Quando al termine del concerto sono andato a visionare la registrazione, mi ha risposto con un bel punto esclamativo giallo sullo schermo e la scritta "invalid data", che significa due ore di registrazione da 0-K: nada, niet, nulla! E grazie mille. Però era presente il mio papà, che non vedeva l'ora di presenziare a un concerto di questo "nuovo" gruppo e si era portato la telecamera. La quale, però, come lui non è proprio giovanissima e non c'è modo di farla comunicare col computer a meno di accrocchi improbabili che non ho voglia di sperimentare. Per finire, durante il concerto la Para DI a cui collego la chitarra ha deciso di lasciarmi a piedi di punto in bianco. Ha funzionato per tutta la serata, ho appoggiato la chitarra allo stand per passare al pianoforte e quando l'ho ripresa in mano la DI non dava più segni di vita. Per fortuna eravamo all'ultimo pezzo, quindi ho rimediato con la mia vecchia Cort ora in dotazione a Francesca. Naturalmente ora funzia tutto benissimo: DI, microfono, cavi, mixer e non c'è modo di sapere cosa è successo.
Per fortuna ci eravamo portati un vecchio registratore DAT che abbiamo collegato al mixer, quindi una testimonianza audio c'è, ma... il mixer era regolato sulla risposta acustica del locale e non per registrare, quindi il risultato è quel che è.
Ma non si dica che accampo scuse! Vi avevo promesso di condividere qualcosa della serata, quindi beccatevi questo paio di tracce, scelte tra i pezzi che ancora non vi ho fatto sentire, rigorosamente live... molto live... cappelle comprese. Ma un cooker non bara, cribbio!






32 commenti:

  1. Per essere una registrazione live , troppo bene è venuta , ho ascoltato bootleg mooolto peggiori ! E di cappellate , il mio orecchio , non ne ha sentite neanche una ...molto bravi , tutto si incastra perfettamente , anche i cori di voi maschietti , davvero siete una spanna sopra a molte band che circolano. E non solo nei piccoli palchi.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. bè insomma... un bootleg anni '70, col basso distorto, la chitarra inscatolata e la batteria nel sottoscala ;-)

      Elimina
  2. E che cavolo...una cappella potevate evidenziarla...palesare una imperfezione che sia degna di nota, così, tanto
    da farmi pensare che potessi anche io provarci...uff !!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le cappelle ci sono, ad esempio il mio solo di chitarra in The Itch che finisce fuori. Ma applichiamo la teoria di Bollani, quando fai una cappella la devi sottolineare come se fosse voluta :D

      Elimina
  3. Succede spesso anche a me che l'elettronica, misi rivolta contro, e succede sempre quando invece ne hai più bisogno, la chiavetta hai provato a riformattarla? Comunque le registrazioni che hai postato sono impeccabili, d'altra parte voi siete formidabili e la classe non è acqua!! Ma toglimi una curiosità, ma tuo Papà, quanti anni ha? Immagino come ti sarai sentito orgoglioso a suonare davanti a lui :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 84! Non è la prima volta che suono davanti a lui, anzi! Fosse per lui ce l'avrei sempre in prima fila. Il problema è quando comincia a darmi consigli non proprio aggiornatissimi su cosa dovremmo fare :DDD

      Elimina
    2. Tipo? Claudio Villa, e gli urlatori anni 60? Pero`, fallo contento, preparati un pezzo che gli piace, vedere il sorriso che gli si stampa in volto, varra` un applauso a scena aperta :-))

      Elimina
    3. No a questo non ci arriva, ma "e perchè non fate pezzi in italiano? e perché non andate alle tv locali? e perchè non vi trovate un manager? ecc" Se non lo limito è capace che come manager si propone lui :DDD

      Elimina
  4. Sì, la qualità delle registrazioni non è eccezionale, il suono complessivo risulta un po' chiuso, e nel primo pezzo il basso distorce parecchio. Comunque anche la registrazione non eccezionale è più che sufficiente per poter apprezzare la qualita altissima del vostro gruppo: siete bravissimi, arrangiamenti curatissimi, sound raffinatissimo, voci strepitose, parti strumentali fin troppo perfette e mai sopra le righe come ci si potrebbe anche aspettare in un live. Riguardo alla cappella che citi sul solo di chitarra è assolutamente un peccato veniale: in una esibizione dal vivo nessuno si sarà accorto di questa minima sbavatura.
    Complimenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Beppe! Si, nei locali dove si beve e si chiacchiera conta di più l'effetto d'insieme e qualche cappella qui e là passa inosservata. Ma credo che si senta che ci divertiamo a suonare e che proviamo a farlo al meglio, a questo il pubblico ci bada ;-)

      Elimina
    2. Non solo nei locali dove si beve e si chiacchera. Qualche tempo fa, riascoltando una mia registrazione fatta ad un concerto di Peppino D'Agostino al Folk Club (locale dove il pubblico è sempre molto attento e competente), ho sentito una stecca che mi ha fatto saltare sulla sedia, per quanto ricuperata con molto mestiere dall'ottimo Peppino. Eppure la sera prima al concerto non mi ero accorto di nulla e neanche il resto del pubblico, a giudicare da come si spellava le mani con gli applausi ...

      Elimina
  5. Quello che racconti mette una certa paura ed è la conferma che la legge di Murphy arriva sempre e puntuale come il destino. Noi col nostro sgangherato gruppo di allegri pensionati, lavoriamo per riuscire un giorno ad esibirci davanti ad un pubblico, foss'anche la sagra della cotica di Pamparato, ma so già che quel giorno, se e quando arriverà, mi si romperanno tutte e quattro le corde del basso quando ancora sta nell'astuccio, (ecco perchè non voglio il cinque corde...) la cassa dell'ampli si aprirà un quattro, la testata si scioglierà come burro poi, come gran finale passeggiando sul palco che in seguito crollerà, inciamperò in un cavo e cadendo sfonderò con la testa la grancassa di Mauri, Gian sarà colto da dissenteria acuta e la pedaliera di Ugo, perderà tutti i pedali per strada...
    Comunque si, la registrazione ha qualche difettuccio dovuto all'attrezzatura, ma veramente non ci si fa caso perchè l'esecuzione nel complesso è comunque di alto livello.
    Al

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la legge di Murphy è una certezza, l'unica che trova continua conferma! :D

      Elimina
  6. Al contrario di chi adora solo le registrazioni perfette in cui anche il respirare e il battito del cuore sono rumori di troppo, a me piacciono i live registrati che vivono del loro contesto, anche se a discapito della qualità.
    Siete bravissimi, e se siete riusciti a finire il concerto nonostante le avverse disavventure tecnologiche, siete ancor più bravi.
    La teoria di Bollani, quando fai una cappella la devi sottolineare come se fosse voluta.. da oggi diventerà il mio XI Comandamento..
    ;-)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Gian! Si, il consiglio di Bollani non è male, tanto lui non lo deve mettere in pratica, e quando mai si sbaglia?! :DDD

      Elimina
  7. Complimenti Mirco, hai una band che mi piace davvero molto. Da quel che sento, sembrate davvero affiatati ed emerge tutto il passato (musicale) di ogni componente.
    In particolar modo t'invidio il batterista, bravissimo, musicale e che sa stare al suo posto, pur mettendo in mostra tutte le sue qualità. Il bassista per esempio è un po' più "prima donna", sbaglio? ;-)

    RispondiElimina
  8. Ciao Jac, sono contento che ti piaccia! Sullo stare al proprio posto ci stiamo lavorando parecchio, credo che ci siano sempre buoni motivi per farlo, primo tra tutti è che se non sei un virtuoso è inutile cercare di mettere in evidenza doti che non hai, quindi puntiamo sull'insieme. No, il bassista è tutt'altro anche come carattere, forse è la registrazione col basso molto fuori e un po' distorto che inganna, tra l'altro questi sono tra i pochi pezzi in cui usa il basso elettrico, di solito suona un upright ed è piuttosto misurato ;-)

    RispondiElimina
  9. Molto belle.
    A me piace di più la prima canzone.
    Ottimo livello di esecuzione e soprattutto il canto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie pearly! Sicuramente il primo pezzo è più trascinante ;-)

      Elimina
  10. Professionali e come sempre impeccabili. Ma anche io, proprio perchè molto professionali, mi unisco in coro a tuo padre: a quando un pezzo in italiano? (ragionando dal punto di vista commerciale rendono qualcosa di più)
    Caro il mio esimio M.° Panciroli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi permetto di rispondere io , al maestro panciroli il diritto sacrosanto a sbugiardarmi pubblicamente : il repertorio dei nostri è chiaro , jazz e blues suonato acusticamente con classe , gli arrangiamenti ci sono ( e si sentono , gran plauso ) ma il brano di base è quello . In italiano pezzi jazz o blues davvero pochini , oppure bisognerebbe fare degli arrangiamenti che stravolgano i pezzi originali , piegandoli al prioprio volere. Operazione fattibile , ma non semplice e neanche veloce . Mi sbaglio ? Probabile.....:-)

      Elimina
    2. ma no qualcuno ce n'è, non recente magari.. Estate di Bruno Martino, per esempio, è suonata da jazzisti di tutto il mondo ed è diventato addirittura uno standard. Anche Nicola Arigliano ha fatto qualche pezzo swing non male oppure Virgilio Savona (quartetto cetra), che , vecchia fattoria a parte, era un grande swinger. Dico così perchè i pezzi in italiano vengono graditi da un medio-pubblico da birreria, ristorante ecc. e il gruppo di Mirco ha le carte in regola per reinterpretarli.

      Elimina
    3. si si , ma quelli che hai citato sono tutti scomparsi...:DDDDDDD

      Elimina
    4. Vedi Ste, ultimamente il Rev mira al sodo, mentre io continuo a stare tra le nuvole come un pirla :DDD
      A parte gli scherzi ho risposto sotto ;-)

      Elimina
    5. è vero...vado sul concreto. Ma cerco anche la partecipazione delle persone al divertimento. Le Coccinelle verranno sul palco a fare le loro canzoni con il karaoke (e se fossi un purista, dovrei evitarlo perchè in qualcuna l'intonazione è quella che è). Ma sono toppo carine da vedere mentre ballano sculettando ed è troppo bello vederle impegnate e un po' in ansia, per la loro mezz'oretta di spettacolo. Insomma c'è la musica ma anche il resto. Cerchiamo di portare avanti tutto senza sottilizzare troppo..

      Elimina
    6. era solo una battuta, più indirizzata a me che a te. Sono certo che sai il fatto tuo! ;-)

      Elimina
  11. Credo che il problema sia sempre lo stesso, è solo una questione di fantasia.
    C'è chi ha la capacità di inventarsi una canzone, e c'è chi ha la fantasia che gli permette di immaginare come potrebbe venire una canzone cambiando qua e la... In Italiano ci sono un mare di canzoni che potrebbero essere riconvertite in standard blues o jazz di altissimo livello, bisogna però avere la fantasia necessaria per saperle prima riconoscere e poi modificare.
    Certo ci sono i classici di Bruno Martino e di Nicola Arigliano, ma ci sono un mare di canzonette moderne che se uno ha l'immaginazione e riesce a vederle trasformate, possono diventare quel che no sembrava fossero, un esempio: "Dolce di Giorno" di Battisti, il lato B di un vecchio 45 giri, canzone snobbatissima eppure se ascoltata con attenzione è un blues perfetto, però bisogna saper vedere e sentire.
    Addirittura credo che la soddisfazione più grande sia proprio quella di prendere un pezzo da tutti considerato senza valore e, con l'immaginazione, la fantasia e la tecnica, trasformarlo nel classico "pezzone".
    Certo le vette più alte le raggiunge il compositore, quello che dal niente ti crea una musica, ma anche l'arrangiatore ha le sue belle soddisfazioni.
    Al

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione , e si può fare ( se lo sai fare , chiaro...) , ma ci vuole un sacco di lavoro dietro , e spesso il tempo non è dalla tua quando prepari un repertorio...ma magari noi siamo qui a parlarne e loro ci stupiranno già dalla prossima uscita eheheheh

      Elimina
    2. Bel dibattito su un tema per niente scontato: perchè anche cover in italiano no?
      Mia personale e discutibilissima risposta: è una questione di identità. Per me il problema non è riarrangiare una canzone italiana, ce ne sono di bellissime e l'ho già fatto in passato (Il pescatore di De Andrè, Aguaplano di Conte, Panama di Fossati...), il punto è un altro. Quando spunta un pezzo italiano in un repertorio "straniero", di colpo si crea una sorta di frattura, le parole balzano in primo piano, l'immaginario dell'ascoltatore devia e si sposta su scenari molto diversi da quelli che hai delineato fino a quel momento. La musica, da protagonista, passa inevitabilmente a servizio del testo. E' come accendere un riflettore su una scena parallela, come dire: bene, adesso facciamo tutt'altro. Sia che tu lo faccia bene o male, crei una frattura. Nel peggiore dei casi (se il pezzo lo confezioni male) l'ascoltatore pensa che quella mossa è fuori luogo, che la potevi evitare o, peggio, che stai facendo di tutto un po' (il famigerato piano-bar!). Ma se la canzone italiana la fai bene, l'ascoltatore ne aspetta altre e tutto il lavoro sui pezzi "stranieri" sfuma come un intermezzo poco sensato. Insomma, credo che non si possa tenere il piede in due staffe. Poi magari mi faccio un sacco di pippe, ma io di fronte a un gruppo che mescola le cose non saprei più come identificarlo. Cosa che considero dannosa.

      Elimina
    3. In effetti sono tutte cose da tenere bene in considerazione, ovviamente bisogna che chi fa il lavoro di riarrangiamento sappia il fatto suo e che sia ben supportato dagli altri musicisti.
      Poi è fondamentale una cosa a cui pochi danno la giusta importanza: Come si sta sul palco.
      Ci sono band che sanno immediatamente creare un contatto diretto col pubblico, altre che rimangono sempre a distanza, il pubblico preferisce SEMPRE le prime. Il musicista deve essere anche un po' istrione, deve saper dialogare col pubblico che, ATTENZIONE, non è parlare e parlare e parlare che è, a mio giudizio inutile, bastano poche battute per creare il "collegamento" però bisogna saperle fare. Normalmente questo compito è del cantante, ma ho conosciuto batteristi che lo facevano benissimo... Poi c'è il ritmo, pochissimi danno importanza a questo aspetto che è basilare, c'è chi fa passare minuti tra un brano e l'altro, sbagliato, perchè così si crea lo scazzo tra il pubblico che, invece, deve essere investito da serie ravvicinate di pezzi, senza interruzioni tra uno e l'altro, poi ogni tanto una breve pausa per fare due, ripeto DUE parole e poi di nuovo musica a ritmo serrato.
      Se tu interponi in mezzo a una serie serrata di quattro pezzi in inglese uno in italiano, il faro a cui facevi giustamente riferimento, fa più fatica a focalizzarsi.
      Concludendo si possono fare tutte le discussioni di questo mondo sull'identificazione di una band ma, alla fine la verità è una sola, il pubblico giudica basandosi ESCLUSIVAMENTE su due parametri:
      1) Chi suona bene
      2) Chi suona male
      Il resto non conta...;-))
      Al

      Elimina
    4. Vorrei darti ragione, ma se così fosse non ci sarebbe in giro tanta gente mediocre, e non mi risulta ;-)

      Elimina

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Per inserire una immagine nel commento scrivi: [img]URLdell'immagine[/img]
Per inserire un video nel commento scrivi: [video]URLdelvideo[/video]