sabato 23 febbraio 2013

Le crepes di Laura


In Apennino Tosco-Emiliano la castagna è stato l'alimento che ha salvato dalla fame nei periodi di carestia intere popolazioni. Con questo frutto spontaneo del bosco, si facevano zuppe, brodi, farine. Come spesso succede nella storia umana, la riconoscenza era tale da sacralizzare l'albero e il suo frutto, testimoniato dalle tante sagre che si svolgono in autunno in questi luoghi.
L'essiccazione era la prima operazione e avveniva nei "casot", piccole casette di sassi poste in una radura, dove al piano terra si accendeva un fuoco basso e controllato, mentre al primo piano su una griglia di rami venivano ammucchiate le castagne ad essiccare.
La cosa avveniva nel mese di ottobre e la gente di paese partecipava tutta alla raccolta in uno stretto legame tra uomini e territorio. Il lavoro si trasformava in una specie di rito collettivo ed era anche occasione per combinare matrimoni, compravendite, ecc.
Tutto questo mi è stato raccontato da un vecchio incontrato durante una passeggiata in montagna: era intento a restaurare uno dei pochi casot non ancora caduto in rovina. Era la sua memoria storica e vi dedicava tempo e fatica usando cazzuola, pietre e cemento. Tempi che furono.

Ma quello che volevo passarvi era questa ricetta di mia moglie per questi dolcetti svelti e saporiti.

Ingredienti per quattro crepes:
farina di castagne 4 cucchiai, 4 di acqua, 1/2 bicchiere di latte, una noce di burro fuso, un cucchiaio di zucchero di canna, un pizzico di sale, cacao amaro in polvere, un liquore profumato (Grand marnier, oppure Sambuca... ma noi usiamo il più popolare Sassolino)
Realizzazione:
in una scodella mettere la farina, il burro fuso, il pizzico di sale, lo zucchero di canna, l'acqua e il latte, mescolare per arrivare ad una pastella di consistenza molto liquida. Scaldare una padella antiaderente appena unta di burro (come per le normali crepes) e versare un mestolino della pastella facendo in modo che si spanda. Quando è cotta (15 secondi circa) girarla con la apposita paletta per l'antiaderente e andare per altri 15 secondi.
Togliere la crep dalla padella, metterla su un piatto, spolverarla con il cacao, arrotolarla e spruzzarla con un goccio del liquore.

Stiamo parlando di terre anticamente abitate da popolazioni celtiche abbinerò allora questa musica fatta con la vecchia Martin, già pubblicata tempo fa.


7 commenti:

  1. Questi articoli stanno diventando davvero belli. Ricette semplici, legate alla terra, che si portano dietro lunghe storie di un tempo lento, anche faticoso, ma sicuramente più umano.

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  2. Per il vino (immagino dolce) vediamo cosa consiglia Jazzino

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  3. Le casupole per l'essiccazione delle castagne, le ho viste anche in Maremma nel Grossetano, ma anche qui da me vicino Velletri se ne trovano ancora; la ricetta la voglio provare assolutamente, per uno come me che ama le castagne (specie quelle secche, che da noi si chiamano mosciarelle), questa ricetta è una manna dal cielo ;-))
    Però mi dici che liquore è il Sassolino, e più che altro se si trova in giro nei negozi, altrimenti se mi dici come è fatto ci provo a fare pure quello.
    La Martin in questo frangente ci sta tutta, sto pezzo me lo ricordo, lo avevi postato su Accordo?

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  4. Io ci vedrei un passito di Pantelleria, gradazione alcolica e gusto liquoroso, ci stanno alla grande....penso, anche se non sono un vero intenditore e mi lascio trasportare più dal mio gusto personale che da una effettiva conoscienza dei vini :-))

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    1. Di certo ci va un vino liquoroso ed il passito ci sta alla grande .......
      Io comunque ci vedo anche un Vinsanto toscano .....
      Nell'ultimo periodo si sta provando ad abbinare vino novello ed anche il mosto ai dolci con le castagne ..... qualcosina ho assaggiato ma ....... non mi convince!!

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  5. Umhhhh!!! La farina di castagne, sto sbavando. Questa la devo provare.
    Io adoro le castagne, anche solo bollite e mangiate così, senza aggiungere altro.

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  6. Da me ...... un dolce tipo questo esiste.... "il castagnaccio" spettacolare ..... ogni volta è una grande indigestione.

    PS che non sta per post-scriptum ma pre-scriptum (andava prima) ..... sempre bravissimo con la sei corde Max

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