giovedì 17 agosto 2017

Sacro Monte di Orta: il Concertone

Oltre alle grigliate, gli splendidi luoghi, le suonate e le mangiate di cui abbiamo goduto in questi due giorni, il motivo principale del raduno era il concerto al Sacro Monte di Orta San Giulio.
La scelta del concerto è stata quasi casuale: non tutti quelli che l'hanno votato sul sondaggio google sono venuti al raduno e quelli che sono venuti conoscevano uno solo dei tre artisti presentati. La Manu poi era stata piuttosto reticente sui dettagli del "progetto Sacro Monte": non era chiaro se avrebbero suonato insieme o in tre take separate,  se il palco fosse all'aperto o al chiuso, i dettagli dell'organizzazione, l'unica laconica informazione era la frase di presentazione sulla locandina: "una mappa sonora rigorosamente unplugged".
Il concerto è stato entusiasmante, rispettando alla lettera la presentazione e sconvolgendo ogni nostra aspettativa:  i tre chitarristi hanno suonato senza nessun tipo di amplificazione, contemporaneamente ma in tre take separate, ed il palco non c'era proprio!
L'idea fondamentale alla base di questo avvenimento è stata quella di riportare alla vita alcuni aspetti relativi all'uso  originario del Sacro Monte . L'itinerario seguito dai pellegrini si svolgeva attraverso venti cappelle dedicate a San Francesco, accompagnato da litanie e da canti, che venivano amplificati e riportati all'esterno delle cappelle grazie all'acustica particolarmente curata. Le cappelle sono affrescate e arricchite con "presepi" di statue in terracotta quasi a grandezza naturale rappresentanti episodi della vita del santo. I riverberi generati dalla particolare architettura  delle cappelle sono stati sfruttati dagli artisti come "amplificatori naturali" consentendo loro di esibirsi in modo rigorosamente acustico. A causa degli spazi ridotti è stato necessario suddividere il pubblico in tre gruppi distinti che si sono disposti, a seconda dei casi, all'interno, sulla soglia o fuori delle cappelle in cui si suonava, apprezzando così una resa sonora diversa. L'assenza del palco ed il piccolo gruppo ha spontaneamente suscitato una naturale interazione tra il musicista ed il pubblico.
I tre gruppi dopo aver sentito una take di circa mezz'ora di un artista si scambiavano di cappella, per poter sentire anche gli altri e nello spostamento erano accompagnati da una guida che spiegava le caratteristiche dell varie cappelle, i restauri effettuati ed altre particolarità del sacro monte.



Giovanni Ferro ha scelto di usare due chitarre nylon string, ritenendole più idonee a questo tipo di uso prettamente acustico, che è più consueto nei concerti di chitarra classica.



Luca Francioso aveva a disposizione la cappella più piccola delle tre, quasi interamente occupata dal "presepio", quindi ha suonato praticamente sulla soglia e il suono della sua chitarra risulta più asciutto rispetto agli altri due.



Caltanella è invece stato maggiormente capace di sfruttare l'acustica della sua cappella, cambiando sovente posizione e chiedendo al pubblico di avanzare o arretrare a seconda dell'effetto particolare che desiderava ottenere

21 commenti:

  1. Mi è venuto un post eccessivamente verboso (leggi "palloso"), ma gli spunti interessanti sono stati veramente tanti. Per esempio un ascoltatore ha chiesto a Giovanni Ferro la motivazione della sua particolare postura, con la chitarra tenuta tra le ginocchia quasi come una viola da gamba. Il musicista ci ha spiegato che a causa di un incidente ha parzialmente perso la possibilità di ruotare il polso sinistro e ha dovuto adottare quella posizione perché con il manico quasi verticale riesce ad avere una buona agilità sulla tastiera senza essere costretto a flettere tanto il polso.

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    1. Tutt'altro che palloso. Anzi, direi che questo post era d'obbligo. Bravo Beppe!

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  2. E' stata una vera goduria per noi fingercookers poter apprezzare dal vivo il suono autentico delle chitarre utilizzate dai tre musicisti.
    Si può notare anche nelle registrazioni che la Cole Clark utilizzata da Francioso, pur essendo un ottimo strumento da palco se amplificato, unplugged risulta con un volume piuttosto contenuto, mentre la Chatelier di Caltanella fa il suo figurone. Caltanella ha utilizzato anche una dread Taylor, altro chitarrone sontuoso, che ha tenuto testa degnamente alla Chatelier ...

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  3. Direi che il livello dei chitarristi e la location sono a livelli altissimi, quanto mi sarebbe piaciuto esserci, ma i tre video sono una buona consolazione

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    1. Il post era per te, Roby e Gianca ... così rosicate un po'
      I video sono ben fatti, ma purtroppo c'è un pezzo solo per i ognuno dei tre chitarristi.

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    2. E vabbè accontentiamoci.... Però stai a fa de tutto per farmi rosicà!! 😉

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  4. Io però trovo che ci sarebbe voluta un minimo di amplificazione anche solo con un buon microfono vista l'assenza di altre fonti sonore in grado di creare interferenze.
    La chitarra, qualsiasi chitarra, ha una voce ridotta rispetto a tanti altri strumenti acustici e, il musicista per arrivare in maniera compiuta agli ascoltatori, sopratutto all'aperto, ha bisogno di amplificazione.

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    1. Trovi? A me è sembrata invece soddisfacente l'acustica anche così. Forse l'esibizione di Francioso è risultata un po' penalizzata per il volume un po' basso ed il rumore dei passi sulle pietruzze, causato dalla gente che si spostava.

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    2. è che mi piace sentire il suono della chitarra bello grosso, in primo piano. o forse sto diventando un poco sordo...

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  5. E' stato un bellissimo evento, suggestivo all'inverosimile per la location.
    Sicuramente Giovanni Ferro è stato privilegiato, dal punto di vista acustico a suonare dentro la cappelletta, però era l'unico con la chitarra con corde in nylon e gli è stato assegnata una postazione che permettesse allo strumento di avere più voce.
    Luca Francioso con la sua Cole Clark ha fatto un più fatica a farsi sentire, mentre Alberto Caltanella giocando sullo spostarsi di qualche passo ha permesso alla sua Taylor con un vocione da paura e alla splendida Chatelier di cui tutti ci siamo innamorati di potersi esibire al meglio.
    Tutti e tre musicisti molto bravi con un repertorio diverso l'uno dall'altro che immagino abbia soddisfatto e accontentato il pubblico presente.
    ;-)

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    1. Sì, in genere sentir suonare dal vivo è sempre coinvolgente, ma questo concerto mi è piaciuto veramente tanto.

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  6. Forse Francioso non è stato penalizzato solo dalla location, ma anche dalla chitarra che ha "scelto" di usare... (non ho una emoticon maliziosa) :D

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    1. L'ho pensato anche io ...

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    2. Le Cole Clark sono rinomate per l'amplificazione, un po' come le Maton, in più la sua era anche piuttosto piccola.

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  7. Bel reportage Beppe !
    Grazie di farci partecipi di queste belle emozioni 🙂

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    1. Peccato che non sei potuto venire ... speriamo di rivederci presto (magari a Cremona)

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    2. Si mi è dispiaciuto molto mancare ma avevo lezione sul ghiacciaio e non è stato possibile ma a Cremona voglio esserci. E poi sai quanto mi piaccia mettere le mani sulle chitarre in esposizione 😋

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  8. Reportage perfetto, mi sembra di rivivere quel bellissimo pomeriggio! All'inizio, quando ci hanno 'radunato' per poi suddividerci in gruppi ero un po' scettico sul meccanismo - o forse non mi andava granché di sorbirmi quell'aria da 'viaggi organizzati', poi ho realizzato di aver torto, che anzi tutto è stato studiato per permettere a tutti di apprezzare al meglio l'esperienza e di ottimizzare i tempi. Chapeau all'organizzazione e alla Manu.
    L'unica cosa che non ho condiviso è stata la scelta della location per Francioso. Come hanno detto gli altri, lo penalizzava il tocco leggerissimo e la chitarra non propriamente esplosiva e, tra tanta cappelle disponibili, forse non è stata scelta proprio la più adatta.
    Ferro e Caltanella mi son piaciuti molto, ciascuno per le proprie peculiarità. Caltanella aveva due strumenti davvero notevolissimi, Sembra da non crederci ma Taylor per me anche meglio della Chatelier, stavolta.

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    1. Condivido pienamente quanto dici. All'inizio forse potevano stringere un po' sul discorso introduttivo, ma è logico che chi ha contribuito al restauro delle cappelle e alla nascita del progetto volesse introdurre il concerto.
      Anche io ho preferito la Taylor, ma mi rimane il dubbio che la scelta delle corde sulla Chatelier (Nickel?!?) abbia causato un impoverimento dell'articolato suono della chitarra, a noi ben noto. Ma qui andiamo veramente nei particolari tecnici...

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  9. Sono contenta che vi sia piaciuto :)
    Il Sacro Monte di Orta è patrimonio UNESCO.
    Ciao :)

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